Torre
Civica sec. XIII
Una bella torre che pur rimaneggiata mantiene
sostanzialmente la sua struttura trecentesca.
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Ghiacciaia
Un raro esempio di ghiacciaia di epoca malatestiana:
si trova sul fianco del piazzale principale.
Molto interessante la sua tecnica costruttiva.
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Cunicoli Sotterranei
Congiungevano la rocca con la torre di avvistamento.
Mura di cinta
Si tratta dei resti delle forti mura erette
da Sigismondo.
Con la loro altezza e inclinazione dovevano
rendere imprendibile il castello.
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TRARIVI
Rovine belliche della Chiesa di S. Pietro
inter rivos/ sec. IX
ora Chiesa della Pace – Museo Storico
Località Trarivi
Apertura annuale: a richiesta
Tel. 0541 864014
Rovine belliche della Chiesa medievale di
Trarivi, già Abbazia Benedettina (SEC.IX).
La Chiesa medievale di S. Pietro “inter
rivos” fu costruita là dove l’aveva
preceduta un tempio dedicato agli idoli, del
quale restano sotterra le fondamenta a guisa
d semicircolo.
Nell’anno 1775 fu alzata e trasformata,
secondo il gusto dell’epoca, in chiesa
rinascimentale-barocca. I terribili giorni
del settembre 1944 distrussero quasi totalmente
la struttura e sovrastruttura settecentesca
(le colonne, i capitelli, gli archi, i fregi).
Ma sotto il cumulo di macerie, è stata
ritrovata, quasi intatta, la solida muratura
medievale composta da ciottoli, mattoni (disposti
anche a spina di pesce), da pietre da taglio
alle porte e agli angoli.
Al visitatore che sale sul poggetto di Trarivi,
tutto parla della bufera del ’44: il
cielo aperto dov’era l’ampia volta
a botte, gli altari frantumati, la croce suggestiva
ricavata da due travi del tetto crollato,
l’altare eretto con due pietre significative
scelte dal cumulo delle macerie.
Nei locali interni, è stato collocato
il Museo Storico della Linea Gotica Orientale
che raccoglie un’ampia collezione di
reperti bellici e di foto scattate, soprattutto
dai soldati-fotografi inglesi sui campi di
battaglia. Narrano le quattro settimane di
aspri combattimenti per la conquista di Rimini
(25 agosto – 29 settembre 1944 –
dal Metauro al Rubicone).
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VALLIANO
Chiesa Santuario S. Maria Succurrente
(sec. XV)
Località Valliano
Tel. 0541 983077
La Chiesa di Valliano fu costruita nella seconda
metà del Quattrocento (1465 –
1474) sulle rovine della chiesa medievale
di S. Maria Succurrente, di cui restano i
muri perimetrali sotto l’attuale pavimento
del Quattrocento.
Il 3 luglio 1465 fu eretta canonicamente da
parte del Capitolo Lateranense, sempre con
medesimo titolo.Apparteneva quindi giuridicamente
alla Basilica Lateranense come attesta la
pietra sopra la porta d’ingresso:”Sub
jurisdictione Basilicae Lateranensis quae
omnium ecclesiarum caput et mater est”.
Nell’anno 1491 fu affidata ai Padri
Domenicani di S. Castaldo in Rimini. La costruzione
quattrocentesca è ad ampia navata con
il tetto a capriate. Ha un elegante presbiterio
formato da tre braci di uguali dimensioni
e il soffitto a crociera. Gli affreschi (che
all’origine ricoprivano interamente
i tre bracci) celebrano due soggetti teologici:
la Maternità di Maria e il Libro Sacro.
Sono pittori ignoti ma ricchi di poesia.
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Museo
Etnografico di Valliano di Montescudo
Montescudo, Via Valliano 23
Tel 0541.864014-Fax 0541.984455
E -mail: area_amministrativa@comune.montescudo.rn.it
ORARIO:
mercoledì e venerdì 9-12
domenica e festivi 15-18,30
Per gruppi e scolaresche apertura su prenotazione
Il museo di Montescudo, ospitato presso
gli spazi della Canonica di Valliano, ha un
allestimento che focalizza l’attenzione
su un aspetto peculiare della struttura socio-economica
del territorio: la casa rurale come centro
del mondo contadino. A vocazione prevalentemente
didattica, il Museo offre la possibilità
di conoscere mestieri, modi e usi della popolazione
del luogo e l’organizzazione della vita
rurale fondata sull’allevamento, prevalentemente
suino, sui prodotti della terra, sull’apicoltura
e sulla viticoltura. Una sezione è
inoltre dedicata alla tessitura e ai tessuti
a stampa.
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Castello di
Albereto
Castrum Albareti, il cui nome deriva da una
foresta di querce, tigli, pioppi e pini in
mezzo a cui si trovava, come tutti i comuni
della vallata del Conca e lo stesso Montescudo
deve aver conosciuto la dominazione romana,
anche se la prima notizia storica risale al
962. Con la concessione di albereto ad Ulderico
di Carpegna da parte dell’ Imperatore
Ottone I il castello di Albereto ed il territorio
di Montescudo Conobbero un lungo periodo di
relativo benessere. Le alleanze spregiudicate
che spesso connotavano le continue lotte per
la supremazia del luogo contribuirono, nel
più ampio contesto della controversia
tra Guelfi e Ghibellini, di cui i Di Carpegna
erano parte a far stringere un patto federativo
con la famiglia guelfa dei Malatesta nel 1227.
In questi Anni non si sa bene per quale motivo,
Albereto passò dai “Dì
Carpegna”, oramai di Montefeltro, sotto
la signoria di Giovanni di Buono e Manigoldo,
di cui non si conosce il casato, ed infine,
nel 1233, sotto la protezione di Rimini. Ma
le alterne vicende della lotta tra Papato
ed Impero influenzeranno anche i destini del
castello di Albereto, il quale dai Malatesta
ripassò ai Montefeltro e da ultimo
fu riconquistato da Pandolfo Malatesta nel
1336, rimanendo comunque sotto la signoria
riminese tranne la breve parentesi caratterizzata
dalle conquiste del Duca Valentino Borgia,
fino alla prima parte del XVI secolo, quando
fu concesso dalla Chiesa a Nicola Guidi di
Bagno. In questo periodo il castello di Albereto
arrivò a contare circa 33 “focolari”.
A metà del XV secolo, Sigismondo Malatesta
realizzerà una moderna cinta muraria
bastionata con la tipica scarpata malatestiana.
Più tardi dalle visite pastorali dei
Castelli apprendiamo la notizia della presenza
di un edificio religioso all’interno
del castello denominato oratorio di “San
Bernardino”.
Dopo la ventata napoleonica, che aveva riunito
i destini di Montescudo e Albereto nel III
Distretto del riminese, sarà l’unità
d’Italia ad incorporarli nella provincia
di Forlì.
Da questo momento le uniche variazioni si
ebbero con le distruzioni belliche e la ricostruzione
avviata nel 1950. Oggi questa antica piazzaforte
che costituisce una naturale terrazza sulla
costa può tornare ad assumere un ruolo
importante nel territorio del Comune di Montescudo.
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S. MARIA DEL
PIANO
Situato nella vallata del Fiume Conca, circondato
da una rigogliosa vegetazione e da uliveti
e vigneti, il villaggio di Santa Maria del
Piano offre ai suoi visitatori la sua storia
e le sue tradizioni artigianali.
La sua imponente chiesa seicentesca, di cui
conserva ancora intatta la facciata, si affaccia
sulla piazza principale del paese e al suo
interno è conservato il quadro con
l’effigie della Madonna con Bambino
Gesù che dà il nome al paese.
Ma la vera attrattiva di questo ridente villaggio
sono le sue botteghe artigianali dove si creano
delle vere e proprie opere d’arte in
terracotta.
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