gio. 04/12/2008  
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Signoria dei Malatesta

 

Torre Civica sec. XIII
Una bella torre che pur rimaneggiata mantiene sostanzialmente la sua struttura trecentesca.
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Ghiacciaia
Un raro esempio di ghiacciaia di epoca malatestiana: si trova sul fianco del piazzale principale. Molto interessante la sua tecnica costruttiva.
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Cunicoli Sotterranei
Congiungevano la rocca con la torre di avvistamento.

Mura di cinta
Si tratta dei resti delle forti mura erette da Sigismondo.
Con la loro altezza e inclinazione dovevano rendere imprendibile il castello.
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TRARIVI
Rovine belliche della Chiesa di S. Pietro
inter rivos/ sec. IX
ora Chiesa della Pace – Museo Storico

Località Trarivi
Apertura annuale: a richiesta
Tel. 0541 864014

Rovine belliche della Chiesa medievale di Trarivi, già Abbazia Benedettina (SEC.IX).
La Chiesa medievale di S. Pietro “inter rivos” fu costruita là dove l’aveva preceduta un tempio dedicato agli idoli, del quale restano sotterra le fondamenta a guisa d semicircolo.
Nell’anno 1775 fu alzata e trasformata, secondo il gusto dell’epoca, in chiesa rinascimentale-barocca. I terribili giorni del settembre 1944 distrussero quasi totalmente la struttura e sovrastruttura settecentesca (le colonne, i capitelli, gli archi, i fregi). Ma sotto il cumulo di macerie, è stata ritrovata, quasi intatta, la solida muratura medievale composta da ciottoli, mattoni (disposti anche a spina di pesce), da pietre da taglio alle porte e agli angoli.
Al visitatore che sale sul poggetto di Trarivi, tutto parla della bufera del ’44: il cielo aperto dov’era l’ampia volta a botte, gli altari frantumati, la croce suggestiva ricavata da due travi del tetto crollato, l’altare eretto con due pietre significative scelte dal cumulo delle macerie.
Nei locali interni, è stato collocato il Museo Storico della Linea Gotica Orientale che raccoglie un’ampia collezione di reperti bellici e di foto scattate, soprattutto dai soldati-fotografi inglesi sui campi di battaglia. Narrano le quattro settimane di aspri combattimenti per la conquista di Rimini (25 agosto – 29 settembre 1944 – dal Metauro al Rubicone).
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VALLIANO
Chiesa Santuario S. Maria Succurrente
(sec. XV)

Località Valliano
Tel. 0541 983077

La Chiesa di Valliano fu costruita nella seconda metà del Quattrocento (1465 – 1474) sulle rovine della chiesa medievale di S. Maria Succurrente, di cui restano i muri perimetrali sotto l’attuale pavimento del Quattrocento.
Il 3 luglio 1465 fu eretta canonicamente da parte del Capitolo Lateranense, sempre con medesimo titolo.Apparteneva quindi giuridicamente alla Basilica Lateranense come attesta la pietra sopra la porta d’ingresso:”Sub jurisdictione Basilicae Lateranensis quae omnium ecclesiarum caput et mater est”.
Nell’anno 1491 fu affidata ai Padri Domenicani di S. Castaldo in Rimini. La costruzione quattrocentesca è ad ampia navata con il tetto a capriate. Ha un elegante presbiterio formato da tre braci di uguali dimensioni e il soffitto a crociera. Gli affreschi (che all’origine ricoprivano interamente i tre bracci) celebrano due soggetti teologici: la Maternità di Maria e il Libro Sacro. Sono pittori ignoti ma ricchi di poesia.
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Museo Etnografico di Valliano di Montescudo
Montescudo, Via Valliano 23
Tel 0541.864014-Fax 0541.984455
E -mail: area_amministrativa@comune.montescudo.rn.it
ORARIO:
mercoledì e venerdì 9-12
domenica e festivi 15-18,30
Per gruppi e scolaresche apertura su prenotazione
Il museo di Montescudo, ospitato presso gli spazi della Canonica di Valliano, ha un allestimento che focalizza l’attenzione su un aspetto peculiare della struttura socio-economica del territorio: la casa rurale come centro del mondo contadino. A vocazione prevalentemente didattica, il Museo offre la possibilità di conoscere mestieri, modi e usi della popolazione del luogo e l’organizzazione della vita rurale fondata sull’allevamento, prevalentemente suino, sui prodotti della terra, sull’apicoltura e sulla viticoltura. Una sezione è inoltre dedicata alla tessitura e ai tessuti a stampa.
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Castello di Albereto
Castrum Albareti, il cui nome deriva da una foresta di querce, tigli, pioppi e pini in mezzo a cui si trovava, come tutti i comuni della vallata del Conca e lo stesso Montescudo deve aver conosciuto la dominazione romana, anche se la prima notizia storica risale al 962. Con la concessione di albereto ad Ulderico di Carpegna da parte dell’ Imperatore Ottone I il castello di Albereto ed il territorio di Montescudo Conobbero un lungo periodo di relativo benessere. Le alleanze spregiudicate che spesso connotavano le continue lotte per la supremazia del luogo contribuirono, nel più ampio contesto della controversia tra Guelfi e Ghibellini, di cui i Di Carpegna erano parte a far stringere un patto federativo con la famiglia guelfa dei Malatesta nel 1227.
In questi Anni non si sa bene per quale motivo, Albereto passò dai “Dì Carpegna”, oramai di Montefeltro, sotto la signoria di Giovanni di Buono e Manigoldo, di cui non si conosce il casato, ed infine, nel 1233, sotto la protezione di Rimini. Ma le alterne vicende della lotta tra Papato ed Impero influenzeranno anche i destini del castello di Albereto, il quale dai Malatesta ripassò ai Montefeltro e da ultimo fu riconquistato da Pandolfo Malatesta nel 1336, rimanendo comunque sotto la signoria riminese tranne la breve parentesi caratterizzata dalle conquiste del Duca Valentino Borgia, fino alla prima parte del XVI secolo, quando fu concesso dalla Chiesa a Nicola Guidi di Bagno. In questo periodo il castello di Albereto arrivò a contare circa 33 “focolari”.
A metà del XV secolo, Sigismondo Malatesta realizzerà una moderna cinta muraria bastionata con la tipica scarpata malatestiana. Più tardi dalle visite pastorali dei Castelli apprendiamo la notizia della presenza di un edificio religioso all’interno del castello denominato oratorio di “San Bernardino”.
Dopo la ventata napoleonica, che aveva riunito i destini di Montescudo e Albereto nel III Distretto del riminese, sarà l’unità d’Italia ad incorporarli nella provincia di Forlì.
Da questo momento le uniche variazioni si ebbero con le distruzioni belliche e la ricostruzione avviata nel 1950. Oggi questa antica piazzaforte che costituisce una naturale terrazza sulla costa può tornare ad assumere un ruolo importante nel territorio del Comune di Montescudo.
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S. MARIA DEL PIANO
Situato nella vallata del Fiume Conca, circondato da una rigogliosa vegetazione e da uliveti e vigneti, il villaggio di Santa Maria del Piano offre ai suoi visitatori la sua storia e le sue tradizioni artigianali.
La sua imponente chiesa seicentesca, di cui conserva ancora intatta la facciata, si affaccia sulla piazza principale del paese e al suo interno è conservato il quadro con l’effigie della Madonna con Bambino Gesù che dà il nome al paese.
Ma la vera attrattiva di questo ridente villaggio sono le sue botteghe artigianali dove si creano delle vere e proprie opere d’arte in terracotta.
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